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Sisma Centro Italia, l’Ance chiede la sospensione del Codice Appalti

Sisma Centro Italia, l’Ance chiede la sospensione del Codice Appalti

Ma il Commissario De Micheli: ‘garanzia della qualità della ricostruzione in assoluta sicurezza. Lentezze? Pensiamo bene prima di decidere’

Il Codice Appalti rallenta la ricostruzione o rappresenta una garanzia per la qualità e le imprese virtuose? Ne hanno discusso il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Giuliano Campana, e il Commissario straordinario per la ricostruzione, Paola De Micheli, durante la presentazione del libro “De Terraemotu” del professor Remo Calzona.
Campana (Ance): ‘il Codice Appalti non va’

Secondo il presidente dell’Ance, “il Centro Italia post terremoto può diventare il cantiere più grande d’Italia, dove le nostre imprese possono dimostrare cosa possono fare, come è stato fatto per l’Expo. Ma c’è un fatto: per l’Expo non c’era il Codice degli appalti (D.lgs. 50/2016), che oggi crea enorme difficoltà. È un codice infausto, così siamo bloccati, non si può procedere”.   “Non si tratta – ha aggiunto Campana – di corruzione, siamo i primi a non volere infiltrazioni delittuose. Vogliamo ricostruire il Paese come hanno fatto i nostri padri nel dopoguerra”. Ma lamenta “un quadro normativo molto articolato e complesso che stenta produrre risultati concreti in termini di ricostruzione”.
Campana: ‘ricostruzione lenta’

Il presidente degli edili ha ad esempio segnalato che “nella ricostruzione privata nelle Marche sono state presentate 1.024 pratiche tra danni lievi, ricostruzioni degli immobili produttivi e danni pesanti, ma solo per 101 sono stati avviati”.   “Il programma straordinario scuole – ha aggiunto – dopo quasi un anno havisto l’aggiudicazione di soli due interventi dei 21 previsti, 13 procedure negoziate sono andate deserte”.
De Micheli: ‘in arrivo un vademecum’

Secondo il Commissario straordinario per la ricostruzione non si tratta di lentezza perché, ha spiegato “pensiamo bene prima di decidere”.   Il problema, ha segnalato, è “l’informazione e la conoscenza su tutta la filiera, a cominciare dal fatto che i cittadini non conoscono i loro diritti e i Comuni non sono consapevoli dei propri poteri”. Per questo, ha annunciato, “stiamo predisponendo dei vademecum”.    “Per le aziende come le vostre, quelle per bene, avere una soglia alta di accesso è una garanzia – ha detto – ho visto in altri terremoti, quando sono venute meno alcune barriere di ingresso i vostri colleghi dei territori hanno visto arrivare ditte venute da altri territori che le hanno soppiantate. È anche a garanzia della qualità della ricostruzione, in assoluta sicurezza”.
De Micheli: ‘più procedura negoziata e Durc di congruità’

Per quanto riguarda la velocizzazione delle procedure, il Commissario straordinario ha ribadito l’arrivo di strumenti per poter bandire le gare con procedura negoziata e l’accelerazione nella ricostruzione delle scuole.   Sul fronte della qualità, ha ricordato l’ordinanza 41/2017 sul Durc di congruità appena approvata. Col Durc di congruità si attesterà che i lavoratori nei cantieri della ricostruzione sono regolarmente retribuiti. Le verifiche sulla congruità dell’incidenza della manodopera impiegata dall’impresa nel cantiere saranno eseguite ad ogni Sal (stato di avanzamento lavori). L’ordinanza non èsubito operativa, ma prevede che entro 60 giorni le parti (cioè Commissario per la ricostruzione, Presidenti delle Regioni interessate, Ministero del Lavoro, struttura di missione anticorruzione, Inail, sindacati e associazioni datoriali) si accordino su modalità di calcolo dell’incidenza della manodopera, adempimenti a carico dei beneficiari dei contributi per la ricostruzione e verifiche. Il Commissario De Micheli ha annunciato che il confronto sta per partire.

 

Cit. www.edilportale.com